Knowledge Leader Community: I principali Insight emersi dal Knowledge Leader Circle su trend e sfide del KM nel 2026

Knowledge Leader Community

Indice

Nel Knowledge Leader Circle di febbraio della Knowledge Leader Community di Aryanna abbiamo discusso dei principali trend che stanno guidando l’evoluzione del Knowledge Management in Italia e che saranno centrali per tutto il 2026. A partire dall’articolo I 5 trend del Knowledge Management in Italia nel 2026 abbiamo raccolto punti di vista di professionisti del settore, mettendo in luce sfide ricorrenti e proposte concrete per il futuro.

Retention della conoscenza e cambiamento generazionale

“La perdita di competenze legata ai pensionamenti e ai cambi generazionali richiede una strategia attiva di retention della conoscenza. Se non viene fatta emergere nei processi quotidiani, e in modo strutturato e pensato, non può essere trattenuta in azienda e rischia di perdersi per sempre, una volta che i collaboratori lasciano il loro posto di lavoro.”

Andie Dimitriadou, Esperta in Knowledge Management & Information Systems

Governance della conoscenza: equilibrio tra apertura e validazione

“Serve un sistema democratico dove tutti possano contribuire, ma alcuni contenuti devono essere validati da esperti. Questi esperti vanno identificati con ruoli che affiancano il loro lavoro principale e la loro validazione è cruciale soprattutto quando i contenuti vengono poi dati in pasto all’AI.

Il coinvolgimento nella Governance non può essere lasciato all’iniziativa personale. La difficoltà non è tanto il tempo, quanto le priorità: senza obiettivi formalizzati nelle performance è difficile coinvolgere chi è esterno al team KM.”

Knowledge Management System @Multinazionale del settore energetico

“Con una Governance centralizzata e la raccolta non solo dei contenuti informativi ma anche delle FAQ, del materiale formativo e di tutti gli aggiornamenti necessari ai vari stakeholder, la Knowledge Base diventa una sorta di CV aziendale vivo, smettendo di essere un archivio statico. La conoscenza deve respirare con i processi e non essere un deposito polveroso.”

Enrico Riccardo Montone, Customer Care Trainer & Quality Assurance NeN

Dare valore e priorità al tempo dedicato alla Knowledge

“Questo lavoro non può essere fatto ‘dietro le quinte’. Il tempo dedicato alla Knowledge deve avere dignità: va coinvolto HR e chi definisce gli obiettivi, non solo dei team dedicati a questa funzione ma anche dei colleghi che si trovano a dover collaborare con i propri contributi e la propria conoscenza. Chi scrive ma anche chi legge e consulta la Knowledge deve sentirsi responsabile, ad esempio con attività di stimolo come gamification o review interattive.”

Giulia Soldano, Knowledge Manager uBroker S.p.A.

“Lasciare tutto all’iniziativa personale non produce contenuti di qualità. Le modalità di contributo devono rispettare le inclinazioni personali: testo, video-pillole … ognuno ha il suo modo di esprimere valore.”

Knowledge Management System @Multinazionale del settore energetico

Percezione del valore: ritorno tangibile nel lavoro quotidiano

“Le persone devono percepire che ciò che condividono ha un ritorno anche per il loro lavoro quotidiano. Solo così il contributo diventa motivazione e non più solo obbligo.”

Andie Dimitriadou, Esperta in Knowledge Management & Information Systems

Strutturare la funzione KM e risorse dedicate

“Per consolidare una cultura del Knowledge Management efficace e sostenibile, è utile che il tempo dedicato alla Knowledge venga riconosciuto e pianificato all’interno dei processi organizzativi, invece di essere gestito solo come supporto occasionale al team KM.
Un approccio distribuito può rendere il sistema più robusto: la redazione centrale può infatti contare su referenti di Knowledge all’interno dei vari reparti, dotati del tempo necessario e delle competenze adeguate per contribuire senza appesantire il flusso operativo.
In quest’ottica, la funzione Knowledge diventa una leva trasversale all’organizzazione, supportata da uno staff adeguato e da template o strumenti che facilitino la produzione di contributi di qualità.”

Chiara Sabbatini, Knowledge Management & Quality Iren Luce, Gas e Servizi

KPI, misurazione e percezione del valore economico

“È importante distinguere chiaramente tra Knowledge interna e Knowledge destinata ai clienti, poiché ciascuna richiede metriche e logiche di valutazione specifiche. La vera sfida non riguarda tanto la misurazione della qualità dei contenuti, quanto la valutazione dell’efficacia con cui vengono utilizzati. Identificare KPI significativi può essere complesso, ma è un passaggio fondamentale per rendere visibile il valore generato. Le survey rappresentano un buon punto di partenza per raccogliere percezioni e feedback, ma possono essere integrate con metriche quantitative e qualitative più articolate per ottenere una valutazione più completa.”

Chiara Sabbatini, Knowledge Management & Quality Iren Luce, Gas e Servizi

“Se in settori come Telco e Utilities il Knowledge Management è ormai una leva consolidata di strategia aziendale e operatività, la vera sfida di oggi è portarlo all’interno delle altre industries e farne percepire il reale valore concreto. La Knowledge va riconosciuta come vantaggio economico e non solo costo. Questo cambiamento di prospettiva farà la differenza.”

Raffaella Granatiero, Customer Experience Manager CARL ZEISS VISION ITALIA S.P.A.

Governance e KPI le due parole chiave del 2026

I professionisti intervenuti concordano: per il 2026 la sfida del KM in Italia passa da retention e Governance della conoscenza, da priorità e risorse dedicate, e da una misurazione del valore che sappia andare oltre i numeri tradizionali. Il dialogo aperto nei Knowledge Leader Circle conferma che la comunità rappresenta uno spazio cruciale per confrontarsi su queste tematiche.

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